
Albania 2025
Nel mese di febbraio del 2025 tre membri del Comitato Gruppo India hanno intrapreso un viaggio missionario in Albania. È stato un viaggio molto breve, dal sabato al lunedì, durante il quale si voleva anche valutare la possibilità di tornare con un gruppo più numeroso, magari per un campo estivo per giovani.
Questo breve viaggio ci ha permesso di visitare tutte le missioni che aiutiamo in Albania gestite dalle tre congregazioni nostre partner e da un’associazione no-profit.
Prima di entrare nel dettaglio, desideriamo condividere la gratitudine con cui siamo stati accolti ovunque e la positiva impressione riportata circa l’opera svolta da tutte le suore in zone e ambienti poveri e disagiati. Il senso di fratellanza e comunione ha caratterizzato gli incontri avuti in un clima di serenità e grande disponibilità all’aiuto di chi è in difficoltà sotto la guida dell’amore di Gesù.
Questi viaggi sono importanti per rafforzare i legami costruiti negli anni e fanno bene a chi ha la fortuna di effettuarli; si torna arricchiti nell’animo e grati al Signore per il bene che ci permette di fare.
Rubik e altri villaggi
La nostra visita è iniziata visitando una chiesetta poco prima di Rubik dove suor Rosella, delle suore della Carità di S. Antida, accoglie bambini per giocare e fare un po’ di catechismo andandoli a prendere a casa in quanto le abitazioni sono sparse sul territorio. I bambini hanno cantato e ci hanno regalato un disegno di benvenuto fatto da loro. Ci siamo poi recati alla casa delle suore a Rubik dove abbiamo condiviso il pranzo anche con suor Adelina. Successivamente abbiamo assistito a un piccolo saggio di danza di ragazzi/e adolescenti e più grandi. Ci siamo poi spostati a Vela, uno dei tanti villaggi sparsi nella montagna che le suore visitano e che sono raggiungibili attraverso strade sterrate percorribili solo con auto alte (un paesano ci ha prestato la sua auto per permetterci questa visita). Qui abbiamo partecipato alla messa vespertina insieme alla comunità locale e, infine, abbiamo fatto visita a una delle famiglie assistite dalle suore dedita alla pastorizia e all’allevamento delle api. Sono stati molto ospitali e ci hanno fatto gustare i loro prodotti (miele, marmellata di fichi, formaggio fresco…) il tutto in uno spirito di fraterna convivialità.
Possiamo così sintetizzare l’attività svolta dalle suore: incontri di catechesi, sostegno scolastico e aiuto per difficoltà di linguaggio, visita a famiglie nei villaggi isolati in montagna per dare sostegno umano, spirituale e materiale, supporto ad alcune famiglie che scendono dai villaggi, verso la città, in cerca di lavoro per dare dignità alla famiglia soprattutto attraverso la scuola e un ambiente sano e stimolante a livello relazionale e non solo.
Shen Vlash
Abbiamo raggiunto la missione delle Suore Canossiane nel pomeriggio, in un sobborgo di Durazzo, e suor Antonietta ci ha guidato nella visita che è iniziata incontrando un gruppetto di ragazze che aiutano le suore nel catechismo. Incontro molto cordiale e allegro con queste ragazze che studiano alle superiori o all’università.
Il progetto condotto dalle suore si chiama “Via dalla strada” con l’obiettivo di attirare in un ambiente sano e formativo bambini, ragazzi e giovani che, diversamente, sarebbero esposti ai pericoli della strada. Recentemente la missione si è affiliata alla Parrocchia “San Giorgio”, distante tre-quattro chilometri. Il campo estivo è il momento forte dell’anno pastorale.
L’Oratorio del Centro vede lo svolgersi di diverse attività, oltre a quelle ludico-sportive: corsi di lingua inglese e italiano per tutte le età, incontri formativi per i giovani e per gli animatori dell’oratorio.
Scutari
Siamo stati accolti da Luigj Mila, responsabile dell’Associazione no profit che gestisce le sette case su cui si articola il “Progetto Speranza” finalizzato all’assistenza di oltre 60 persone con disabilità fisica e mentale con l’approvazione della diocesi.
Il progetto è nato per opera di una volontaria italiana e oggi riceve il sostegno dello stato che copre sostanzialmente il costo del personale impiegato per svolgere le tante attività in cui si articola. Oltre al Gruppo India il Progetto Speranza può contare sull’aiuto di altre organizzazioni albanesi ed europee.
Luigj ci ha parlato di un nuovo progetto che, puntando sulla propensione turistica di Scutari, mira alla realizzazione di un B&B utilizzando un immobile dell’associazione da ristrutturare e che, generando reddito, potrebbe migliorare l’autonomia economica del progetto.
Gjader-Lezhe
A Gjader c’è Casa Rozalba, struttura delle Maestre Pie Venerini, aperta all’accoglienza di ragazze con situazioni difficili provenienti da tutto il territorio albanese. È una realtà molto importante e strettamente legata al territorio. I servizi sociali dell’Albania hanno molta considerazione per questa struttura perché hanno notato come le ragazze vengono accolte, curate e amate. Attualmente nella casa famiglia (tra Gjader e Lezhe, a pochi chilometri di distanza) le ragazze sono 30 dai 3 ai 18 anni. Alcune, specie le più piccole, in alcuni periodi dell’anno (Natale, Pasqua, estate…) vengono ospitate da famiglie italiane alle quali sono apparse molto affezionate. Lezhe è la casa che ospita le ragazze più grandi di Casa Rozalba e quelle che passano alla semi-autonomia: alcune studiano, altre lavorano. Si respira un clima sereno: le suore sono molto accoglienti e le ragazze estremamente affabili.
A Gjader oltre alla casa famiglia sono presenti altre attività che coinvolgono anche una cinquantina di ragazzi del villaggio: mensa, laboratori (musica, pittura, lingua, ballo, …), accompagnamento scolastico, sportello psicologico, attività ludiche e sportive (favorendo l’integrazione con i ragazzi del villaggio che già ricevono un servizio dal nostro centro diurno), inserimento nei corsi professionali.
Oltre tutto questo le suore sono anche impegnate con una casa di accoglienza per donne vittime di violenza, la presenza degli Operatori di Pace, l’allevamento di ovini e suini e la coltivazione di verdura e frutta per ridurre la propria dipendenza economica.
Le spese di mantenimento di Casa Rozalba e di tutte le altre attività che la circondano, sono alte, per questo abbiamo ricevuto il ringraziamento per quanto facciamo e la richiesta di mantenere il nostro aiuto. Infatti lo Stato nel 2024 ha dato un contributo servito a pagare gli operatori, mentre per le attività pomeridiane, gli alimenti e le visite mediche le suore contano sull’aiuto del Gruppo India.
La realtà di Gjader ci ha conquistato per il clima che si respira dove la stanchezza sembra non avere dimora perché lo Spirito tiene alto il desiderio di donarsi agli altri. Il pomeriggio era un via vai di bambine/i e ragazze/i che giocavano, studiavano, coltivavano i propri interessi attraverso i laboratori e suor Alma è un’autentica forza della natura: sempre vigile, amorevole, attiva…
Oltre alla verifica che gli aiuti inviati in Albania (a tutte queste opere) sono ben utilizzati e riescono a migliorare la vita di tanti bambini, giovani o persone con difficoltà, si è potuto valutare che questo Paese potrebbe essere un’ottima destinazione per organizzare futuri viaggi per i giovani: il costo del viaggio è sensibilmente più basso rispetto alle destinazioni africane, ci sono varie possibilità di accoglienza per gruppi e le attività sono interessanti, coinvolgenti e umanamente valide (in particolare, un po’ ovunque, le suore organizzano campi estivi che rappresentano un momento importante di crescita e unione per le ragazze ed i ragazzi assistiti).